Il prestito grazioso, denaro tra privati

Il prestito grazioso è un prestito tra soggetti privati, secondo l’art. 1813 c.c. : “Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”.

Il prestito grazioso può avvenire tra due o più soggetti. Un soggetto versa ad un altro una somma di denaro di cui ha bisogno, a fronte di un contratto in cui si specificano i termini di restituzione, le modalità ed eventualmente il valore degli interessi (che devono rispettare le soglie dell’usura secondo i limiti dettati  pro tempore dalle circolari della Banca d’Italia).

Il codice civile non prevede la forma scritta per questo tipo di contratto, tuttavia verba volant, scripta manent, tant’è che gli istituti di credito stipulano l’atto di mutuo addirittura davanti al notaio, dandogli forza esecutiva (opzione esercitabile in caso di mancata restituzione).

Attenzione però! La forma di questo tipo di prestito dev’essere occasionale. Se il prestito di somme di denaro viene considerato una vera e proprià attività continuativa si rientra nella casistica dell’esercizio abusivo di credito.

L’attività finanziaria infatti è regolamentata dal T.U.B. e normative correlate. Solo gli operatori riconosciuti possono esercitare in maniera continuativa ed abituale il prestito di denaro.

Il Garante del Contribuente

Una figura che non tutti conoscono è quella del Garante del Contribuente. Organo monocratico, diverso per ogni regione, istituito dallo Statuto del Contribuente Art. 13, la sua figura serve a tutelare il cittadino contribuente dello Stato. Si può accedere a questa organo, attraverso un’istanza in carta libera (si trova un format anche direttamente sul sito dell’Agenzia delle Entrate Lombardia) ed il suo compito è quello di vigilare  sul corretto svolgimento delle verifiche fiscali, sul rispetto dello Statuto del Contribuente da parte degli uffici fiscali, sui rimborsi d’imposta ed opera attivamente anche con procedure di autotutela per atti notificati ai contribuenti.

Quali poteri ha il garante del contribuente?

Dare raccomandazioni agli uffici su una migliore organizzazione dei servizi, accedere agli uffici finanziatrici e di controllare la funzionalità dei servizi di assistenza e di informazione al contribuente, garantire il rispetto dei termini per il rimborso d’imposta, segnalare casi di particolare rilevanza al direttore generale o alla Guardia di Finanza competente, oltreché prospettare i termini di remissione al Ministro delle Finanze.

 

 

I tassi di interessi e la loro normativa: il tasso legale di mora

In caso di ritardato pagamento nelle transazioni commerciali la norma prevede un tasso risarcitorio per la parte che subisce tale differimento. La norma principale che definisce la mora è il D.Lgs 231/2002 modificato poi nel D.Lgs 192/2012 e nel D. LG. 132/2014.

La legge specifica l’ambito di applicazione: “transazioni commerciali” si intendono i contratti, comunque denominati,tra imprese ovvero tra imprese e pubbliche amministrazioni, che comportano, in via esclusiva o prevalente, la consegna di merci o la prestazione di servizi contro il pagamento di un prezzo;

Prevede inoltre due eccezioni:

a) debiti oggetto di procedure concorsuali aperte a carico del debitore, comprese le procedure finalizzate alla ristrutturazione del debito;
b) pagamenti effettuati a titolo di risarcimento del danno,compresi i pagamenti effettuati a tale titolo da un assicuratore.

Ma a quanto ammonta il tasso legale di mora o anche detto tasso moratorio?

La norma del 2014 ha alzato il suo valore di 1 punto percentuale, così determinandolo:

“1. Salvo diverso accordo tra le parti, il saggio degli interessi, ai fini del presente decreto, e’ determinato in misura pari al saggio d’interesse del principale strumento di rifinanziamento della Banca centrale europea applicato alla sua più recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo giorno di calendario del semestre in questione, maggiorato di sette punti percentuali (modificato dal D.Lgs 192/2012 in “otto punti percentuali”). Il saggio di riferimento in vigore il primo giorno lavorativo della Banca centrale europea del semestre in questione si applica per i successivi sei mesi.

2. Il Ministero dell’economia e delle finanze da’ notizia del saggio di cui al comma 1, al netto della maggiorazione ivi prevista, curandone la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana nel quinto giorno lavorativo di ciascun semestre solare.”

Che in termini matematici diventa:

Tasso di riferimento + 8% = Tasso di mora

I tassi riferimento sono qui indicati dalla BCE: http://www.ecb.europa.eu/stats/policy_and_exchange_rates/key_ecb_interest_rates/html/index.en.html

Quali sono i termini di pagamento a seguito dei quali, si conta il tasso di mora?

In linea generale è necessario la costituzione in mora (art. 1219 c.c.). Ovvero si richiede al debitore di rispondere dell’obbligazione stabilita, altrimenti dovrà risarcire i danni causati da questo inadempimento (e quindi al pagamento degli interessi moratori). Tuttavia nei casi in cui le parti non abbiano stabilito nulla nel contratto tra le parti la norma viene in aiuto:

“2. Salvo il disposto dei commi 3 e 4, se il termine per il pagamento non e’ stabilito nel contratto, gli interessi decorrono, automaticamente, senza che sia necessaria la costituzione in mora, alla scadenza del seguente termine legale:
a) trenta giorni dalla data di ricevimento della fattura da parte del debitore o di una richiesta di pagamento di contenuto equivalente;
b) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla data di prestazione dei servizi, quando non e’ certa la data di ricevimento della fattura o della richiesta equivalente di pagamento;
c) trenta giorni dalla data di ricevimento delle merci o dalla prestazione dei servizi, quando la data in cui il debitore riceve la fattura o la richiesta equivalente di pagamento e’ anteriore a quella del ricevimento delle merci o della prestazione dei servizi;
d) trenta giorni dalla data dell’accettazione o della verifica eventualmente previste dalla legge o dal contratto ai fini dell’accertamento della conformita’ della merce o dei servizi alle previsioni contrattuali, qualora il debitore riceva la fattura o la richiesta equivalente di pagamento in epoca non successiva a tale data.”

Per qualsiasi altro dubbio o perplessità lasciate pure un commento a seguire.