Saldo zero e tacita approvazione degli estratti conto Interessante sentenza della Cassazione Civile sez. VI

La Cassazione Civile sez. VI con la sentenza 13258 si è pronunciata su alcuni principi interessanti:

“…l’approvazione degli estratti conto non implica l’insussistenza di addebiti illegittimi da parte della banca. Come è noto, infatti, l’approvazione tacita dell’estratto di conto corrente non si estende alla validità ed efficacia dei rapporti obbligatori sottostanti, ma ha la funzione di certificare la verità storica dei dati riportati nel conto (Cass.14 febbraio 2011, n. 3574); la mancata contestazione dell’estratto conto e la connessa implicita approvazione delle operazioni in esso annotate riguardano, dunque, solo gli accrediti e gli addebiti considerati nella loro realtà effettuale (Cass. 26 maggio 2011, n. 11626)…”

Innanzitutto, in tale sentenza, la cassazione conferma l’orientamento secondo cui, il tacito assenso agli estratti conto bancari inviati, non implica il tacito assenso a clausole bancarie illegittime, questo in quanto tale documentazione ha la funzione di certificare il dato e non la sua legittimità.

“…nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, della pattuizione relativa agli interessi a carico del correntista, la banca ha l’onere di produrre gli estratti a partire dall’apertura del conto, nè essa banca può sottrarsi all’assolvimento di tale onere invocando l’insussistenza dell’obbligo di conservare le scritture contabili oltre dieci anni, perchè non si può confondere l’onere di conservazione della documentazione contabile con quello di prova del proprio credito;…”

Facendo un passo indietro, per capire meglio quanto indicato dalla cassazione, è importante specificare che il motivo da cui trae origine la contesa qui analizzata, è un decreto ingiuntivo della banca nei confronti del suo debitore, il quale ricorre contestando le clausole applicate e l’importo effettivo del debito. La sentenza della cassazione statuisce che stabilita l’invalidità del conteggio degli interessi, la banca deve produrre gli estratti conto dall’apertura del rapporto anche oltre 10 anni (a differenza degli obblighi contabili), in quanto prova del proprio credito.

Collegandomi all’esibizione degli estratti conto, è corretto indicare che recente giurisprudenza, in mancanza di tale esibizione completa, ha ribadito il c.d. principio “saldo zero”. Ovvero l’azzeramento del saldo bancario  e il riconteggio del medesimo attraverso le movimentazioni disponibili di dare/avere in possesso della banca o del cliente.

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Il prestito grazioso, denaro tra privati

Il prestito grazioso è un prestito tra soggetti privati, secondo l’art. 1813 c.c. : “Il mutuo è il contratto col quale una parte consegna all’altra una determinata quantità di danaro o di altre cose fungibili e l’altra si obbliga a restituire altrettante cose della stessa specie e qualità”.

Il prestito grazioso può avvenire tra due o più soggetti. Un soggetto versa ad un altro una somma di denaro di cui ha bisogno, a fronte di un contratto in cui si specificano i termini di restituzione, le modalità ed eventualmente il valore degli interessi (che devono rispettare le soglie dell’usura secondo i limiti dettati  pro tempore dalle circolari della Banca d’Italia).

Il codice civile non prevede la forma scritta per questo tipo di contratto, tuttavia verba volant, scripta manent, tant’è che gli istituti di credito stipulano l’atto di mutuo addirittura davanti al notaio, dandogli forza esecutiva (opzione esercitabile in caso di mancata restituzione).

Attenzione però! La forma di questo tipo di prestito dev’essere occasionale. Se il prestito di somme di denaro viene considerato una vera e proprià attività continuativa si rientra nella casistica dell’esercizio abusivo di credito.

L’attività finanziaria infatti è regolamentata dal T.U.B. e normative correlate. Solo gli operatori riconosciuti possono esercitare in maniera continuativa ed abituale il prestito di denaro.

Finanziamento al turismo per le PMI (e non solo) della Lombardia


Secondo i dati ISTAT elaborati da Eupolis, il turismo in Lombardia è in forte aumento. Dal 2000 al 2015 l’arrivo di turisti in strutture ricettive è più che raddoppiato. La Lombardia è sempre stata tra le terre più industriali del bel paese, ma in questi anni, forse per la crisi sopraggiunta anche in questa regione, il turismo è divenuto un settore in espansione.

Considerando questi dati, trovo interessante il bando di finanziamento predisposto dalla regione Lombardia come un aiuto finanziario per la ristrutturazione delle sedi ricettive turistiche.

Chi potrà usufruirne?

  • IN FORMA IMPRENDITORIALE, IVI COMPRESA LA DITTA INDIVIDUALE: le PMI aventi sede operativa in Lombardia
  • IN FORMA NON IMPRENDITORIALE: i bed and breakfast che svolgono regolarmente attività economica al numero civico di residenza anagrafica del titolare in Lombardia

    Per quali importi?

Il contributo, concesso a valere su risorse del POR FESR 2014-2020 – Asse 3 – Azione 3.b.2.3. (Azione 3.3.4 A.d.P.), non potrà essere superiore a:

  • 40.000,00 euro (quarantamila/00) per i soggetti beneficiari in forma imprenditoriale (codice ATECO attività primaria o secondaria 55 o 56);
  • 15.000,00 euro (quindicimila/00) per i soggetti beneficiari in forma non imprenditoriale (bed and breakfast che svolgono regolarmente attività economica).

Si potrà presentare domanda dal 15 di Maggio ore 12:00 (tuttavia fate attenzione, seguite la pagina dedicata e leggete i bandi aggiornati. È importante, visto che non è insolito che le date cambino).

Maggiori dettagli potete trovarli direttamente a questo link.