La crisi da sovraindebitamento

esdebitazione
La Legge 03/2012 ha introdotto una nuova disciplina nell’ordinamento giuridico italiano. Mentre per le imprese dalle grandi dimensioni, la legge fallimentare prevede delle procedure per uscire dal vortice dei debiti, come il concordato preventivo, il concordato in continuità, l’accordo di ristrutturazione debiti ex Art. 182 bis, il piccolo imprenditore si vede stretto nella morsa del debito e inseguito dai fornitori.

Per piccolo imprenditore intendo coloro che non superando i limiti previsti dall’Art. 1 delle Legge Fallimentare ed avendo un’attività propria non possono usufruire delle procedure tipiche della crisi d’impresa ( concordati preventivi, concordati in continuità, accordi di ristrutturazione dei debiti…) e rimangono “appesi” con i propri debiti nel sistema economico.

Per questi imprenditori e anche per coloro che si possono classificare come normali consumatori sono state previste una serie di procedure al cui termine il soggetto si definisce “esdebitato”, libero dai vincoli e dando così la possibilità di una nuova partenza.

Per sovraindebitamento la legge prevede: “… una situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte, nonche’ la definitiva incapacita’ del debitore di adempiere regolarmente le proprie obbligazioni.”

La normativa prevede essenzialmente tre procedure per esdebitare il singolo: l’accordo di ristrutturazione del debito, il piano del consumatore ed il piano liquidatorio.

Il piano del consumatore è una procedura di esdebitazione prevista per persone che non hanno e non esercitano un’attività con partita IVA ed i debiti contratti quindi possono NON essere imputati ad un’attività commerciale personale.
L’esempio potrebbe essere un dipendente, magari con uno stipendio elevato, che ha contratto debiti ripagati grazie al valore di quello stesso stipendio. Successivamente, a causa della crisi, tale dipendente è stato licenziato ed ha trovato un lavoro con un guadagno minore che anche facendo fronte alle necessità primarie, non permette di ripagare i debiti precedentemente contratti.

Per coloro a cui fanno capo debiti generati da una attività economica, legata ad una partita IVA, la legge 03/2012 prevede la predisposizione di un accordo di ristrutturazione del debito.
A differenza del piano del consumatore, tale procedura prevede la partecipazione dei creditori (rispetto all’esdebitato) che dovranno dare un consenso per almeno il 60% dei crediti stessi.

Infine la legge 03/2012 prevede all’ art. 14 ter un’ulteriore procedura: la liquidazione dell’intero patrimonio del debitore. Quest’ultima casistica offre l’intero patrimonio del debitore contro l’intero complesso di debiti contratti dall’esdebitando.

È importante specificare che la norma ha dei fini sociali ed è offrire una nuova ripartenza al singolo, la classica seconda possibilità. Infatti in molti casi il soggetto esdebitando rimane imbrigliato nei debiti, senza poterli ripagare né oggi nè mai…e anche attraverso le classiche procedure di recupero crediti, i creditori non sarebbero soddisfatti. Tale stallo è di poco aiuto al sistema, che vede un debitore che non può pagare ed un creditore che difficilmente incasserà il suo valore. Quindi il legislatore ha finalmente previsto una procedura che possa offrire una soluzione a tutti i creditori dell’esdebitando ( con un piano di pagamento percentuale e dilazionato) ed una possibilità di ripartire all’esdebitando.

Come accedere alla procedura?

La norma prevede l’istituzione di alcuni organi specializzati, denominati OCC (Organi di Composizione della Crisi). I cittadini possono rivolgersi direttamente a loro, tuttavia consiglio vivamente una consulenza di un professionista (avvocato o commercialista) che vi illustra nel dettagli la procedura e le possibilità che avete.

La materia è molto ampia e caso per caso possono esserci sfaccettature diverse, tuttavia ritengo tale norma una grandissima possibilità in considerazione della crisi che ha colpito l’Italia negli ultimi anni. L’esdebitazione prevista dal legislatore offre una ripartenza, un “fresh start”. Molte persone a seguito della crisi e per vari motivi si sono ritrovati con il dover fare i conti a fine a mese e non ritrovarsi. In tale situazione hanno fatto ricorso al finanziamento e successivamente, lentamente, si sono ritrovati a non poter restituire quanto prima richiesto. La legge 03/2012 sull’esdebitazione si inserisce in tale contesto e cerca di trovare una soluzione, offrendo possibilità anziché sentenze poco vantaggiose per l’intero sistema economico.

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