La fatturazione delle spese legali è un argomento di grande interesse per molti legali, su cui però non sempre è chiaro il meccanismo fiscale e contabile che ruota intorno ad esse.
Per questo motivo ho deciso di scrivere due righe che possano essere di riferimento ai molti Avvocati che vogliono meglio comprendere la materia ed orientarsi nelle diverse casistiche.
Iniziamo con indicare gli articoli di procedura civile di riferimento e che compongono le due casistiche che spesso è possibile incontrare:
  1. art. 91 CPC: rimborso delle spese legali da parte del soccombente al vittorioso;
  2. art. 93 CPC: pagamento diretto da parte del soccombente al legale del vittorioso attraverso la distrazione delle spese.
Nel primo caso il soccombente pagherà il valore delle spese legali al vittorioso. Il legale del vittorioso emetterà fattura al proprio cliente, il soccombente annota nella propria contabilità l’uscita a fronte della sentenza.
L’emissione di quietanza per il pagamento avvenuto a rispetto della sentenza, non è obbligatoria, in quanto rileva la sentenza  stessa come giustificativo/titolo del pagamento. Tuttavia si ritiene opportuno richiedere una ricevuta semplice dell’avvenuto pagamento ed effettuare quest’ultimo in forma tracciata (bonifico, assegno etc.etc…..).
Nel secondo caso invece ugualmente il legale della parte vittoriosa emetterà fattura al proprio cliente, ma annoterà nella stessa (fattura) che il pagamento è avvenuto attraverso parte soccombente.
In sintesi il legale emettere sempre la fattura al proprio cliente come indicato dall’art. 18 633/72:
Il soggetto che effettua la cessione di beni o prestazione di servizi imponibile deve addebitare la relativa imposta, a titolo di rivalsa, al cessionario o al committente che quindi prevede l’emissione della fattura sempre al proprio cliente.
Problematica è la questione IVA e ritenuta d’acconto.
Nella prima casistica (art. 91 CPC) il soccombente rimborserà i costi legali alla controparte vittoriosa, possono quindi presentarsi due casistiche:
1) La parte vittoriosa si detrae l’IVA, la paga e sarà applicata dal suo avvocato in fattura. Tale fattura genererà per la parte vittoriosa una un credito nei confronti dello stato per l’IVA;
2) La parte vittorioso non si detra l’IVA e diventa quindi un costo ed in quanto tale da rimborsare da parte del soccombente.
La ritenuta d’acconto sarà versata dal cliente vittorioso.
Nella seconda casistica (art. 93 CPC) l’Avvocato emette sempre fattura al proprio cliente, ma annotando in fattura l’avvenuto pagamento da parte soccombente.
possono quindi presentarsi due casistiche:
1) La parte vittoriosa si detrae l’IVA, la paga e sarà applicata dal suo avvocato in fattura. Tale fattura genererà per la parte vittoriosa una un credito nei confronti dello stato per l’IVA;
2) La parte vittoriosa non si detra l’IVA e diventa quindi un costo ed in quanto tale da rimborsare da parte del soccombente.
Per quanto riguarda la ritenuta d’acconto, in caso di distrazione delle spese la parte soccombente dovrà versare la ritenuta d’acconto (visto che il pagamento sarà da lui effettuato all’avvocato di controparte).
In linea generale la ritenuta d’acconto è prevista in fattura solo se il professionista emette fattura ad un soggetto considerato sostituto d’imposta.
Schematizzando la fatturazione delle spese legali:

Ogni colore lo spettante pagamento

Ogni colore lo spettante pagamento

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’articolo è indicativo, è importante considerare che l’argomento è molto dibattuto ed  è soggetto a modifiche aggiornamenti e critiche costruttive. Non essendo possibile generalizzare è importante un approfondimento CASO PER CASO, con un confronto del professionista incaricato.

Riferimento: Circolare del 06/12/1994 n. 203 – Min. Finanze